Gite sberleffi & altre amenità

giovedì 5 aprile 2012

EUGANEE PRENNAE

Terra piatta di pianura, in mezzo, circondati da una ragnatela di canali d’acqua scura e limacciosa, quattro cumuli di materiali aggregati alti un paio di cento metri. I colli Euganei alzano la voce stridula e infantile tra le Alpi e il mare. Visti con gli occhi paranoici di un satellite artificiale a ingrandimento medio potrebbero sembrare una bovazza di mucca persa nel prato dell’alpeggio. Ad alto ingrandimento si vedono pure le formiche che girano intorno frenetiche ed eccitate da tanto ben di dio. Certo che le formiche sono proprio strane, con l’organizzazione civile e militare di cui dispongono potrebbero permettersi ben altro che merda di vacca o rimasugli di vario tipo. Del resto a questo mondo di stranezze in fatto di gusti culinari ce ne sono a pacchi, anzi scatoloni, a cominciare dai vegetariani, i salutisti, gli astemi, i macrobiotici, per finire con i fanatici della guida Michelin. “De gustibus non disputandum” ciabattavano nella loro arcaica lingua gli antichi Euganei abitatori di quelle zone, e allora che ognuno mangi la merda che vuole.
Per ottantacinque kilometri pedalai in quella landa bordeggiando Serenissime macerie, porte chiuse di castelli riservati, piste di famiglie in riposo settimanale, accompagnato da un refolo di dialetto divertente. Trenta chilometri li feci col freno tirato, ignaro dello scherzetto della mia giocosa bicicletta, pensai di stramazzar di fatica li accanto alla chiavica che trasferisce la acque da un piano all’altro. “Ma allora sei scemo” disse lei la bicicletta rivelando la celia “credi sempre a tutto, con te non c’è gusto a scherzare”. Stetti per annegarla fra le gobbe e i cavedani che razzolano il fondo, ma poi il rosso telaio mi commosse. Riappacificati arrivammo felici finalmente alla birretta della fine quando seduto al bar coi piedi a sfiorare la carreggiata guardando il nulla col telegiornale nelle orecchie pensai “la prossima volta sarà salita che la pianura mi stordisce”.

Jimmy Bellafronte Cemento Kamicaze Setti. (mi sto avvicinando sempre più alla nobiltà)

4 commenti:

  1. Mi meraviglio che ancora nessuno del gruppo abbia commentato l'arguta p(r)enna felsinea in trasferta patavina.

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  2. devo dire che é sempre più poetico questo mio marito!!!!! ma non dico altro perchè si sa; sarei di parte!! :-)
    solo una cosa:" Gugo cambia (se è pottibile) lo sfondo nero perché alla fine vedo tutto a righe ed è assai fastidioso!!!" Grazie

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  3. Sono pieno di gelosia e invidia e come sapete bene quando uno è motivato da tale, è meglio che sta zitto.

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  4. Alla prossima, caro. Ma di domenica si puote? Questa qua però devo farmi battezzare e non posso venire aahahahahaha.

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